venerdì 7 agosto 2020

Olgan Main

Olgan Main  booktrailer




Grazie al poeta Flavio Provini per aver apprezzato il mio lavoro "Olgan Main", libro adventure per ragazzi.



Grazie alla mia amica Tania che si porta in vacanza il mio libro adventure per ragazzi "Olgan Main". Presso Gardaland Adventure Hotel



 

"Il viaggio è una specie di porta attraverso la quale si esce dalla realtà come per penetrare in una realtà inesplorata che sembra un sogno."
(Guy de Maupassant)

L’opera letteraria di Elena Maneo è un breve fantasy avvincente e caratteristico. Ricorda un altro libro di successo della Maneo, il giallo “I curiosi casi di Mazavara”. E in questo volume non manca di certo una buona dose di avventura.

Olgan Main inventa un aggeggio per viaggiare nel tempo. Addolorato per l’abbandono dei suoi genitori, riesce a realizzare una vera e propria macchina parlante che lo accompagnerà nelle sue avventure.A ogni capitolo Olgan Main cattura il lettore e lo catapulta in un’avventura all’Indiana Jones, in mezzo a pirati, mummie, prigioni, musei, mascherine veneziane, la Londra vittoriana e Sherlock Holmes.Tema soffice, con qualche sfumatura di umorismo, un libro piacevole e scorrevole.

 

Stefano Fontana

 (Critico e docente)

mercoledì 22 gennaio 2020

Gorfan


Gorfan - booktrailer -



Alex, Maximilian e l'anziano antiquario Marcel partono per un viaggio alla ricerca di un oggetto magico e potente. Scopriranno la forza dell’amore che solo la vera amicizia può donare, assumendosi ognuno le proprie responsabilità. Un viaggio che li catapulterà in un altro mondo, diverso e fiabesco, e che insegnerà loro il valore dell'affetto fraterno. Un’avventura dove tutto può succedere, e dove tutto può tornare indietro, oltre il confine dell'immaginazione.

In copertina: illustrazione dell’autrice

Autore Elena Maneo© Tutti i diritti riservati

Vietata la riproduzione sotto qualsiasi forma, senza il permesso

scritto dal titolare del copyright.


Tratto dal libro


La scuola era un edificio un po’ bizzarro, con grandi finestre ad arco, colorate come l’arcobaleno. Era situata in St. Ann’s Terrace di Londra, dove si poteva godere della vista del famoso Saint John’s Wood Church Gardens. Ma anche l’istituto scolastico godeva del suo giardino, c’erano alcune case intorno, abitate da stravaganti individui che amavano dormire tutto il giorno, e non sopportavano il chiasso degli allievi all’uscita della scuola.
   All’inizio dell’anno scolastico Alex vide nuovi insegnanti, nuovi allievi, le bidelle fare gesti di benvenuto, ma ora, parevano scomparire tutti quanti nel mondo pittoresco circostante.
   Molti avevano cambiato scuola così all’improvviso da sembrare una magia, e l’unico sostegno della scuola, che incoraggiava nuove teste e voglia di studiare era Geremia Spring, l’elettricista. Sempre serio e curvato su sé stesso a pensare a come costruire una zattera migliore su cui navigare. Ogni tanto Alex faceva compagnia all’anziano elettricista, ma spesso si sentiva terribilmente solo.
   Alex era un ragazzino di undici anni che amava indossare maglie blu a quadretti rossi. I capelli biondi e corti, con ciuffetti ribelli sempre appiccicati sulla fronte, accompagnati da due splendidi occhi azzurri, e il volto scarno e snello come un modello. Indossava l’uniforme della scuola: pantaloni, giacca e cravatta di colore scuro, anziché i soliti jeans scoloriti, scarpe tipicamente sportive e naturalmente la vistosa maglietta blu con su scritto SCACCO.

   Alex uscì di scuola (la secondary education) con la testa che gli girava. Sulla destra si affacciavano edifici uniformi e in strada l’aria era fresca. Svoltato l’angolo incontrò Maximilian, un ragazzo mingherlino e basso di statura della seconda D. Portava la sua cartella verde sulle spalle. Le scarpe di tela con i lunghi lacci neri danzavano sul suolo. Indossava pantaloni eleganti, classici, di un effetto cangiante, e una maglia di lana fuori stagione, non era ancora inverno e l’autunno brillava soddisfatto. I capelli castani e corti odoravano di shampoo.
   «Ciao» lo salutò.
   «Ciao Alex.»
   «Come ti butta?»
   «Così. E tu?»
   «Insomma. Ti sei cambiato i vestiti?»
   «Sì, ecco… mi piace la divisa, ma a volte non mi ci ritrovo dentro. Ho un’idea, sai? Verresti con me questo pomeriggio? Domani le lezioni finiranno tardi, e posso andarci oggi.»
   Non era proprio un amico stretto Maximilian, ma lo trovava un ragazzo interessante e intelligente.
   Si erano conosciuti nei bagni della scuola, e avevano subito stretto amicizia.
   «Dove?»
   «C’è un negozio di antiquariato in Baker Street, il proprietario è un certo Marcel.»
   «Francese?»
   «Credo di sì. Ma scusa, che importanza vuoi che abbia?»
   «Nessuna, appunto.»
   «Mi accompagneresti?»
   «Devo occuparmi di mia madre, non sta molto bene.»
   «Per favore.»
   «Ok. Ci vediamo alle 18.»
   «A quell’ora il negozio chiude. Ti aspetto qui verso le 17, d’accordo?»
   «Va bene. A dopo, ciao.»

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